Anche la farina può provocare un’esplosione.
Sì, proprio la farina che utilizziamo ogni giorno.
Quando una sostanza combustibile come la farina è finemente dispersa nell’aria, può formare una miscela potenzialmente pericolosa. Se questa nube di polvere incontra una sorgente di innesco — anche minima, come una scintilla, una superficie surriscaldata o l’elettricità statica — può generarsi una combustione rapidissima e violenta. In un ambiente confinato, i gas prodotti dalla combustione non hanno tempo di espandersi liberamente e questo genera un improvviso aumento di pressione, che dà vita all’esplosione.
Questo tipo di rischio rientra nelle cosiddette atmosfere esplosive (ATEX) e riguarda molte polveri combustibili, non solo quelle industriali: zuccheri, amidi, cacao e altre sostanze organiche possono comportarsi allo stesso modo.
Per questo, nella prevenzione del rischio esplosivo, è fondamentale:
- evitare accumuli e dispersioni di polveri
- controllare le possibili fonti di innesco
- valutare correttamente il rischio ATEX
- adottare misure tecniche e organizzative adeguate
Perché il rischio esplosivo a volte si nasconde dove meno ce lo aspettiamo.

